Pubblicato da: lascia fare | 19 giugno 2009

Parole parole parole (le vostre)

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Essendoci giunte diverse richieste, abbiamo deciso di aprire un forum dove ognuno di Voi potrà pubblicare gli argomenti che ritiene più interessanti o che gli stanno più a cuore o semplicemente lanciare qualche spunto per fare due “chiacchere”.

Il soggetto e’ sempre lo stesso: Cuorgne’.

E’  richiesta la registrazione (sul sito del forum) per poter postare i propri messaggi.  Non sarà eseguito alcun controllo preventivo su quando postato, tuttavia messaggi offensivi o con insulti o non consoni verranno cancellati.

Il Blog continuerà la sua vita e si spera anche il suo successo del quale Vi ringraziamo.

Il forum e’ raggiungibile a questo indirizzo:

http://cuorgne.freeforumzone.leonardo.it

oppure cliccando qui

Pubblicato da: lascia fare | 18 maggio 2009

Il figliol prodigo (aggiornato)

Torneo doveva essere e Torneo e’ stato.
Grazie alla magnanimità di Giove Pluvio, il triduo medioevale ha potuto espletarsi come da programma.

Con una puntualità quasi svizzera riceviamo dal solito amico e pubblichiamo qualche  sua spicciola impressione avuta nel vivere la festa:

Partendo dalla fine:  al posto dei fuochi d’artificio, un saluto del Presidente ProLoco un po’ sui generis. La preannunciata tirata di orecchie fa da specchio alle difficoltà che incontra chiunque cerchi di fare qualcosa nella nostra acida cittadina, dal carattere simile ad una zitella ottantenne. Troppa politica e troppa ricerca del rendiconto personale sovente minano alla base valide iniziative.  La Proloco i panni sporchi se li laverà in casa, almeno mi auguro e speriamo che si ricordi che il Torneo è bello e importante ma la sua “mission” non si esaurisce  con la sua seppur molto gravosa organizazzione della manifestazione storica.
Comunque mi pare che l’Associazione ha vinto la sua battaglia, forse sul campo resterà qualche “ferito”ma complessivamente, dal mio punto di vista, avrei messo la firma per una edizione così del Torneo. Gli ingressi del sabato sera sono stati tanti, non ai livelli degli anni d’oro, ma se si pensa alle ultime edizioni si può dire che la gente ha concesso il beneficio d’inventario a una manifestazione che per tre giorni ha fatto sentire Cuorgnè più viva risvegliandola dal suo triste letargo.

I reali alla fine se la sono cavata più che egregiamente, per essere totalmente “nuovi della manifestazione”. Come precisato nel saluto presidenziale finale, persone di Cuorgne’. A chi ha qualcosa da obiettare forse occorrerà ricordare che l’ultima regina, non del Torneo ma d’Italia era Belga e che, oltre alla cittadinanza italiana, siamo anche cittadini europei , quindi e’ ora di aggiornarsi in quanto ”ignorantia legis non excusat”.

I vari speaker, sempre cuorgnatesi, non hanno fatto rimpiangere il passato.

Le Bettole sotto i portici sono il cuore della manifestazione, a gusto personale direi San Faustino e Sant’Anna per il passito, comuque qualcosa da rivedere.

Sabato sera sempre suggestivo con le fiaccole e molto bravi i Rota Temporis.

La sfilata domenicale e’ stata bella, inquadrata e “seria”, molto migliorata rispetto agli ultimi anni in cui in certi casi assumeva piu’ i contorni carnevaleschi che di una rievocazione storica.

Corsa delle botti: da Via Arduino si sentiva poco, interessante anche se un po’ veloce, comunque simpatica.

Come ha scritto l’amico Christian i tamburi ossessivi sotto i portici sono irritanti e molto molto fastidiosi. 

Il Torneo della rinascita: fu vera gloria? A Voi l’ardua sentenza

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E così, a quanto pare, caro Torneo, il tuo “castigo” biennale sembra finito.

La vita è strana. Quando sei nato, ormai qualche lustro fa, ti guardavamo un po’ perplessi, poi piano piano, visto che eri un bel pargoletto, siamo diventati tutti tuoi ammiratori entusiasti . Non si vedeva l’ora che arrivasse maggio.
Crescendo hai mostrato un carattere un po’ burrascoso, sarà forse anche per il troppo vino che ti piaceva far scorrere in gole secche ed ingorde. Sei andato un po’ perdendoti e gli ultimi anni, come per ogni adolescente che diventa adulto, si sono rivelati difficili. Il tuo spirito era un po’ svanito. Non ti hanno aiutato coloro che ti vedevano come una gallina dalle uova d’oro, fregandosene del fatto che tu avessi abbandonato la retta via, ma pensando solo al rendiconto personale.

Adesso che sei diventato adulto e quindi più serio, con la testa sul collo, lasciati nuovamente cullare dai Trota e il troppo vino lascialo ai Beoni, e facci nuovamente divertire come sapevi fare un tempo.

Riceviamo e pubblichiamo una email da un critico amico

Pagelle di domenica 17 maggio 2009

ProLoco: alla prova del fuoco. Si sono fatti e si stanno facendo un gran paiolo (da profano mi è sembrato di vedere agire e correre sempre le stesse persone). Ripartono dal fondo del barile, ampiamente toccato nell’ultima “triste” edizione. Forse il reset di due anni alla fine gioverà alla manifestazione. L’ossatura e’ quella “storica” che ha fatto grande il Torneo: bettole in Via Arduino, torneo al Ponte Vecchio, più vari interessanti arricchimenti, sperando soprattutto in una festa senza gli eccessi alcolici tristemente famosi che riesca a coinvolgere la nostra soporifera cittadina. Un plauso al mazzo che si sta facendo (a quanto sento dire) il Cerimoniere: speriamo rimetta ordine nella sfilata, anche quella sfiorita con il Torneo. La macchina e’ in rodaggio e promette bene. Quindi, anche da non amante del Torneo, e conoscendo la difficoltà di fare qualsiasi cosa nel nostro malandato paese: Forza ProLoco! (7,5)

Reali: Un po’ attoniti, forse ancora calati nel ruolo di Giuseppe e Maria impersonati nel Presepe vivente. Bella presenza, molto teneri con la loro bella bambina. Miglioreranno sicuramente diventando una grande coppia reale, quella della rinascita del Torneo. (6,5)

Pranzo: basandomi sul giudizio di un palato “certificato”, i “frati” non hanno tradito. In più mi dicono che la Parrocchia destinerà il ricavato per le missioni in Brasile. Bravi. (9)

Libro su Fredo: bella iniziativa che aiuta a conoscere un tipico e unico personaggio, come solo “i portici” sanno creare, come mi raccontava mia nonna. (9)

Il Palio: dipinto da chi il Torneo l’ha inventato, un bel simbolo. (9,5)

Affanno di ***** (ogni riferimento a persone non è casuale): un ottimo affanno pre Torneo, fra una settimana si spera, toccherà vette epiche: l’ansia puo’ e deve crescere (6/7)

PRO

E’ tornato il Torneo (anche per chi, come me, non piace);
Qualcosa di diverso a Cuorgne’;
Bella l’idea del Palio con varie prove;
Carina la piazzetta del Comune con gli artisti;
Buon pranzo, in una bella cornice;
Coppia reale simbolo dell’Europa unita;

CONTRO

“Macchina” in rodaggio;
Ieri forse un po’ penalizzata dalle tante manifestazioni concomitanti;
Un po’ piu’ di disciplina fra i figuranti, soprattutto con spazi delimitati anche per il pubblico;

GIUDIZIO FINALE

Da provare assolutamente il “triduo”, per avere ulteriori motivi di critica.

Pubblicato da: lascia fare | 18 aprile 2009

Stairway to Heaven

Ci sono momenti nella vita dove le parole non vengono e non si sa cosa dire. Ti ritrovi a pensare a una persona, un amico, e ti sorprendi per i ricordi che affiorano. Ti stupisci perché, anche se non ne hai voglia, ti viene da sorridere.

Un collage di immagini ti passa davanti agli occhi: tante serate, soprattutto in periodo elettorale, passate a discutere, impegnarsi, arrabbiarsi, ridere, cercando di offrire al nostro paese ed alla nostra città , che ne ha quanto mai bisogno, un futuro migliore.
Le diatribe, con il gusto del reciproco sfottò, ad argomentare se si fossero arrugginiti prima la falce e il martello o lo scudo crociato. I commenti al volo, in banca o per la strada, sapendo sempre di parlare con una persona dotata di cultura, intelligenza e senso dello humour, dote rara.
Gli immancabili giornali sotto il braccio o il plico di documenti per il lavoro, i giochi di parole. Insomma, i ricordi di una persona con cui faceva piacere stare.

Adesso, affrancato da questa valle di lacrime (scusa il gioco di parole), goditi il meritato riposo al cospetto dell’Architetto Celeste.

Caro Franco, scusa la retorica e la banalità, ma ci mancherai.

Ciao.

Pubblicato da: lascia fare | 24 dicembre 2008

Doppio augurio

Auguri

Un grande augurio a tutti quanti continuano a seguirci e ad interessarsi al Blog.

Auguri speciali soprattutto a Cuorgnè, affinchè ce la faccia a superare questo momento di difficiltà.

Un grazie sentito a tutti quelli che ci sostengono.

Un graze speciale a Leg-end, cantore di tristi dissesti locali.

Pubblicato da: lascia fare | 28 novembre 2008

Tentacoli

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ASA Legend. Seconda puntata.

Come abbiamo appreso nella prima puntata, l’attività per così dire aziendale dell’ASA comincia con il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani e assimilati, che, quando non c’era ancora la raccolta differenziata, andavano tutti in discarica, per cui ASA, fin dal 1993, ha opportunamente realizzato un sito consortile in località Vespia di Castellamonte, che poi si é anche comprata, affidandone tuttavia la gestione ad una società appositamente creata, la Vespia s.r.l..

Ma perché mai, vi chiederete, un’azienda che si occupa dello smaltimento dei rifiuti urbani e che é per l’appunto proprietaria di una discarica, dovrebbe affidarne la gestione ad un’altra azienda costituendola in forma di s.r.l.? La gestione della discarica non rientrava forse tra i compiti istituzionali del buon vecchio consorzio?

Attenzione amici, perché qui sta l’inghippo, qui si cela il perverso meccanismo che ha trasformato un onesto consorzio per lo smaltimento dei rifiuti nel mostro tentacolare che oggi ghermisce il Canavese e lo trascina a fondo (ovviamente é anche colpa della crisi globale…).

Vi sembra legittimo che dei Comuni si associno per gestire insieme la raccolta dei rifiuti, conservando un potere di controllo e direzione sul consorzio costituito, al quale conferiscono soldi per il perseguimento delle finalità istituzionali (raccolta rifiuti) e che a un certo punto questo possa decidere di perseguire le stesse finalità non più direttamente, ma tramite società a responsabilità limitata alle quali trasferirà quei soldi pubblici che i Comuni continuano a versargli ma che non potranno più controllare come vengono spesi?
E’ un po’ come se un Comune, al quale voi pagate le tasse, e la cui attività é soggetta a determinati controlli, da parte dell’opposizione, degli elettori, della magistratura contabile, decidesse ad un certo punto di esercitare le sue attribuzioni tramite una s.r.l….
Cosa c’entra una società a responsabilità limitata, forma che consente, mediante la limitazione del rischio di impresa, le più azzardate manovre di finanza creativa, con la gestione di denaro pubblico, dove, per definizione, si deve rendere conto fino all’ultimo centesimo?

“E’ tutto perfettamente legittimo” direbbe qualcuno, ed é la stessa cosa che succede a Cuorgné con Manifattura 2001…
Devo dire che, in questo caso tra ciò che é legittimo e ciò che é moralmente accettabile c’é un abisso (oltre ai cinquanta milioni di debito), e poi dove la mettiamo la responsabilità politica

Infatti gestire i soldi pubblici mediante società private ha indubbi vantaggi:

In primo luogo le poltrone remunerate nei numerosi consigli di amministrazione si moltiplicano in maniera esponenziale e fanno sì che i politici evitino di porsi tante domande teoriche, specialmente quando poi queste società assumono, senza alcuna forma di selezione per concorso i loro amici, parenti ed elettori.
In secondo luogo la responsabilità troppo concentrata può far male alla salute, é meglio se é diluita: vi ricordate del giovane Sindaco di Salassa, che questa primavera, in occasione della retata organizzata dalla Procura di Ivrea all’ASA si é fatto più arresti domiciliari degli altri? Lui era appunto il responsabile della discarica di Vespia, dove si stoccavano da parte dell’ASA molti più rifiuti di quanto fosse consentito…

Se non ci fosse stata la S.r.l. Vespia Filipponi sarebbe rimasto agli arresti domiciliari almeno per il doppio del tempo, invece si é beccato solo la colpa per i rifiuti speciali, quelli che, secondo la Procura di Ivrea, sarebbero finiti in buona parte sotterrati nei terreni agricoli dell’alessandrino, per cui vedete che differenziare le attività serve…
Con la trovata delle s.r.l. il consorzio di Strada del Ghiaro Inferiore si ramifica ben presto in molteplici società fino a diventare una holding che opera in numerosi settori, occupandosi non solo della gestione del ciclo dei rifiuti ma anche di teleriscaldamento, della sicurezza, dei cantieri stradali, della gestione “a norma” delle case di riposo, e chi più ne ha più ne metta, dal 2002 ASA supera i 50 Comuni consorziati, mentre il bacino di utenza raggiunge gli 80.000 abitanti.

Continua…

Pubblicato da: lascia fare | 13 novembre 2008

Non hai vinto, ritenta.

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A mille ce n’è, nel mio bilancio di debiti da pagar! (da pagar)

Il nosto amico cantastorie e’ tornato con una leggenda da narrarci…

ASA legend. Prima puntata.

Dopo la Manifattura, un’altra saga ha inizio, per ingannare i tristi pomeriggi autunnali.
Vi si cantano le gesta e le irresistibili ascese di geometri intraprendenti, la passione gestionale di politici con pochi scrupoli (e pochi titoli), le architetture societarie degne di Wall Street, i top manager con la terza media, i consulenti di idraulica, e, da ultimo, la cronaca giudiziaria, quale provvisorio ed inglorioso approdo di questa bella avventura canavesana di fine millennio…

Andiamo con ordine. Come certo saprete, ASA nasce nel 1989 come consorzio pubblico di Comuni, per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti di 4 Comunità Montane: siccome prima le cose funzionavano in modo un po’ artigianale, cioè ogni comune aveva i suoi spazzini che andavano in giro col camioncino a svuotare i bidoni e buttavano tutto dove capitava, si decise di por fine a tale indecenza, mettendo insieme camioncini e spazzini e costringendo i comuni a consorziarsi per risparmiare sui costi di gestione e sulle discariche, e fin qui tutto bene…

Con Cuorgné le cose non furono tanto facili, in quanto Cavalot, eletto Sindaco nel 1994, non aveva nessuna intenzione di consorziarsi con gli altri comunetti dei dintorni, in quanto sosteneva, che Cuorgné ci avrebbe rimesso, pagando il servizio più dei comuni piccoli a causa del suo maggior numero di abitanti…
Il giovane presidente del Consorzio, il geometra della Comunità Montana Valle Sacra Emidio Filipponi, dovette fare i salti mortali per convincerlo a mettersi il cuore in pace ed a rinunciare agli introiti della spazzatura girandoli al Consorzio, infatti, nei primi tempi il Sindaco era talmente arrabbiato che seguiva in macchina, alle tre di notte, la pulitrice dell’ASA, per verificare di persona che non lo fregassero e pulissero bene tutte le strade cittadine o, almeno, quelle in cui abitavano i suoi elettori…
Anche la Comunità Montana Alto Canavese fu costretta ad anticipare un sacco di soldi per Cuorgné, finché Emidio, con la sua persuasione e la sua perseveranza, nonché con incontestabile simpatia, convinse il monolitico Cavalot ad aderire ed a corrispondere al consorzio ASA tanti soldini pro capite dei suoi amministrati.

A questo punto, siamo nel 1995, l’ASA diventò un’Azienda Speciale, struttura amministrativa studiata dal Legislatore per consentire agli Enti Locali l’espletamento di molteplici servizi pubblici, e nel 2001 “raggiunse la pianura”, come dicono loro, associando 12 Comuni e tirando dentro anche Rivarolo, la sedicente odierna capitale del Canavese Occidentale.

Nel frattempo la cosa si è gonfiata perché il Parlamento Italiano, stufo dei rischi connessi alla gestione dei servizi pubblici comunali tramite mazzette, decise di promuovere le forme associative tra enti locali, anche al fine di creare un reddito per quei politici che, durante gli anni di Tangentopoli, erano riusciti a restare fuori di galera, o ne erano appena usciti, e che, diversamente, sarebbero morti di fame o avrebbero dovuto lavorare…
Così la nostra Azienda Speciale, in qualità di ente strumentale dei Comuni consorziati (ente degli enti), costituita unicamente per raccogliere la spazzatura, è stata dotata di autonoma personalità giuridica, di autonomia imprenditoriale e statutaria, nonché di organi (poltrone) che sono, come in ogni azienda che si rispetti, il consiglio di amministrazione, il presidente e il direttore, al quale, come vi sarete accorti ultimamente, competeva in via esclusiva la responsabilità gestionale.
L’azienda, come gli enti pubblici, doveva informare la sua attività a criteri di efficacia, efficienza ed economicità (HA HA HA!!!) con obbligo del pareggio di bilancio (!!!!!!), da perseguire attraverso l’equilibrio dei costi e dei ricavi (), compresi i trasferimenti, mentre, dal punto di vista organizzativo, l’ordinamento ed il funzionamento erano disciplinati dallo statuto e dai regolamenti interni.

Il Consorzio, la cui sede era all’inizio a Borgiallo, salì poi a Colleretto Castelnuovo, ma solo per spiccare un balzo felino ed appropriarsi, dal 2002, dell’area industriale dismessa di Castellamonte, ex Cogne – Comer di località Sant’Antonio, piazzandosi su una superficie complessiva di circa 13mila metri quadrati, in previsione delle future necessità di spazio…
I Comuni, dal canto loro, le conferirono il capitale di dotazione, cioè quello di base per iniziare e portare avanti le proprie attività, e ne determinarono le finalità e gli indirizzi, che, teoricamente, avrebbero dovuto consistere nella sola raccolta dei rifiuti, che era comunque già una bella gatta da pelare…
Inoltre, siccome pagavano, i Comuni del Consorzio approvavano anche gli atti fondamentali dell’ASA, ovvero: il piano-programma, comprendente un contratto di servizio a disciplina dei rapporti tra i consorziati e l’ASA, i bilanci economici di previsione pluriennale ed annuale, il conto consuntivo, il bilancio di esercizio…
Però, da quanto è emerso di recente, sembra che, nei Comuni consorziati, nessuno abbia mai visto niente del genere, o forse vedevano dei pezzi di carta con sopra dei numeri, ma non capivano bene di cosa si trattasse …

Peccato, perché i Comuni consorziati avrebbero dovuto esercitare la vigilanza sull’Azienda e verificarne i risultati della gestione, ma non solo i Comuni, perché lo statuto prevede anche un apposito organo di revisione tipo collegio dei revisori dei conti, nonché forme autonome di verifica della gestione, che, nel nostro caso, sono state un po’ debolucce….
Invece, una cosa che i Comuni certamente hanno fatto in abbondanza è stato provvedere alla copertura dei costi sociali dell’ASA, con i soldini delle nostre tasse…, tuttavia non si può dire che all’ASA siano stati con le mani in mano in attesa dei soldi dei Comuni, il direttor Filipponi ha capito fin da subito che, se voleva restare sul mercato, la parola d’ordine era “differenziare”, e non solo l’immondizia, ma anche le attività dell’ASA, perché ogni nuova attività voleva dire contributi ed ogni contributo voleva dire nuove attività, ed il tutto voleva dire nuovi posti di lavoro, nuovi enti consorziati e così via…

Perciò a questo punto, noncurante delle finalità ed indirizzi determinati dai sindaci, l’ASA si è stufata di raccogliere solo l’immondizia, ed ha deciso di crescere in maniera esponenziale dedicandosi ad altri settori di attività, affini o meno, purché beneficiati da contributi pubblici.
Se questa situazione vi sembra già familiare, vorrete certo saperne di più su come il nostro consorzietto sceso giù dai monti sia diventato la tentacolare holding di strada del Ghiaro Inferiore, ma dovrete pazientare ed attendere la prossima puntata…

A proposito: sapete cos’è il Ghiaro Inferiore? E’ un animaletto che si nutre di contributi regionali

Pubblicato da: lascia fare | 11 ottobre 2008

Buon compleanno

E’ sempre così,ti fermi un attimo a pensare e, quando finisci di riordinare le idee tornando ad immergerti nella realtà, ti accorgi che il tempo e’ passato veloce e copioso, un po’ come gli insulti in Consiglio Comunale. Il massimo organo istituzionale del Comune divenuto abituale palcoscenico per l’eterna disfida fra il sindaco ed il solito ex assessore, circondati da convitati di pietra, rappresenta un ottimo specchio della nostra “Città” (ma avrà ancora senso un simile appellativo?).

L’estate se n’è andata, ma non e’ passata invano nella nostra ex ridente cittadina….

L’Istituto Salesiano è diventato l’ennesimo “buon affare”, acquistato dal Comune (anticipando la politica mondiale di nazionalizzazioni), entra anche lui nella hit parade degli edifici bisognosi di manutenzione (santa ICI).

La Pro Loco ha un nuovo presidente, anche quello votato all’unanimità, come sempre accade nel nostro paese.

La vocazione commerciale artigianale della cara Cuorgne’, va piano piano spirando, la merce nelle vetrine lascia il posto a colorati cartelli con la scritta “Affittasi” o “Cedesi attività”. La bolla cuorgnatese scoppiando sta trascinando in discesa le borse di mezzo mondo. Gli unici felici sono i petrolieri che gongolano: ormai quando hai bisogno di qualcosa devi prendere l’auto per andare come minimo all’Ipercoop, se non qualche chilometro piu’ giu’, dalla nostra ex sorellina minore ora cresciuta e diventata capitale. Solo gli amici cinesi si azzardano a scommettere sulle potenzialità cuorgnatesi.

Ma non e’ il caso di essere pessimisti, si potrebbe anche andare peggio…

Tutto questo semplicemente per far notare, a chi non se ne fosse accorto, che il blog ha compiuto un anno.

Grazie a tutti gli affezionati e pazienti amici. Auguri!

Pubblicato da: lascia fare | 30 giugno 2008

Ultimi della classe

L’amico IT vuole sapere qualcosa sull’argomento sicurezza nelle scuole, e noi, siccome è un affezionato amico del BLOG, lo esaudiamo prontamente raccontandovi un episodio illuminante sull’importanza che le AUTORITA’ attribuiscono all’argomento sicurezza…

Nel 2004, incredibile ma vero, il Comune di Cuorgné aveva deciso di spendere un po’ di soldi per i bambini, forse pensando ai voti dei nonni, ed aveva presentato al competente Servizio dell’ASL 9 la pratica edilizia relativa alla realizzazione di una nuova sezione presso la Scuola Materna “Mamma Tilde”, ricevendo parere favorevole, condizionato a prescrizioni.
In merito allo stesso progetto, il Comando Provinciale di VVFF di Torino, Divisione Prevenzione Incendi, aveva espresso parere di conformità, anch’esso condizionato alla esecuzione di particolari misure strutturali, con obbligo, per il Comune di Cuorgné di richiedere, in seguito alla ultimazione dei lavori, il sopralluogo per il rilascio del certificato di prevenzione incendi, necessario ai fini dell’attività scolastica.
In data 22/11/2004 il Comune di Cuorgné e la Direzione Didattica Statale avevano dato avvio alle attività didattiche, nei locali oggetto della progettazione e con i lavori in corso, sulla base di un Certificato di Agibilità rilasciato da un Noto Architetto dell’Ufficio Tecnico due giorni prima, sbattendosene di Vigili del Fuoco e affini…

Questo provvedimento di agibilità non faceva tuttavia riferimento ad alcun atto di chiusura dei lavori né agli interventi di adeguamento prescritti dall’ASL e dai Vigili del Fuoco, ma dal Comune, come sempre, dicevano “non c’é nessun problema” ed i bambini, se volevano andare all’asilo, potevano farlo senza tante storie, perché l’Amministrazione, o meglio il Noto Architetto che firmò una cosa del genere, si assunse tutta la responsabilità di eventuali incidenti, che, fortunatamente, non ci furono (si puo’ capire il perché certi concorsi pubblici del Comune di Cuorgné vanno come vanno…).

A questo punto un gruppo di genitori rompiballe ed in combutta con l’opposizione, si arrabbio’ e cominciò a piantare casino, lamentandosi curiosamente del fatto che i loro bambini andassero a scuola in un cantiere edile, dove ogni tanto pisciava acqua dai soffitti perché tracimava dalla cisterna dei termosifoni.
Costoro si lamentavano della situazione di pericolo nella quale i loro figli dovevano andare a scuola, anche perché, oltre ai collaudi di cui sopra, mancava anche una scala di sicurezza esterna, al fine di consentire un sicuro deflusso dagli spazi ubicati al piano interrato, prescritta dal citato parere di conformità del Comando VVFF di Torino, che non sembrava proprio una cosa da poco…
Inoltre i genitori lamentavano il mancato rispetto del numero massimo di alunni previsto nei locali destinati ad attività didattiche, nonché nei locali destinati alla refezione, in cui tutti gli alunni sarebbero stati trasferiti contemporaneamente in occasione dei pasti, con determinazione di situazioni di affollamento difficilmente gestibili da parte del personale addetto a causa della contemporanea presenza nel locale di oltre 150 bambini.
Tutte queste belle cose furono segnalate nel 2004 al Comando Provinciale VVFF di Torino, Divisione Prevenzione Incendi, che non diede segni di vita, tanto che i genitori iniziarono a dubitare della stessa esistenza dell’ente, nonché all’ASL 9, Servizio Di Prevenzione e Sicurezza Ambienti Di Lavoro, che invece dispose un sopralluogo.
In esito al sopralluogo l’ASL prescriveva alla Direzione Didattica Statale ed al Comune di Cuorgné di rispettare immediatamente il numero massimo di 25 alunni per sezione, di individuare ed eliminare con opportuni e mirati interventi le cause dell’umidità riscontrata nei locali, e di eseguire le opere di risanamento dei locali stessi ed i lavori di manutenzione ordinaria delle aule, del corridoio e dell’ingresso ubicati a piano terreno.
L’ASL 9 riscontrava in particolare che la struttura era dislocata su due piani, in contrasto con il disposto del DM 18/12/1975, che prevede che i bambini della materna non debbano fare le scale perché possono cadere e farsi male, per cui non avrebbe potuto essere utilizzata, ma ovviamente, si guardò bene dal vietarne l’uso, tanto erano c…i del Comune.

Così il Comune ed la Direzione Didattica Statale di Cuorgné non fecero un c…o, per cui, nel giugno del 2005, quando il fervore dei lavori di ristrutturazione della scuola materna “Mamma Tilde” di Cuorgné erano al culmine, il solito gruppo di genitori rompiballe ed in combutta con l’opposizione, si rivolse alla Procura della Repubblica di Ivrea segnalando i fatti di cui sopra.

Cosa successe? Quasi niente: il Noto Architetto venne convocato in Procura e promise che il Comune avrebbe fatto il bravo ed avrebbe collaborato, e con la Direzione Didattica provvide immediatamente a ridurre il numero di bambini per classe, così da poter rinfacciare per l’eternità a quei genitori rompiballe che, se adesso tanti bambini dovevano stare a casa, la colpa era tutta loro…

Per il resto niente, perché il concetto è questo: in Italia nessun edificio scolastico, anzi, nessun edificio pubblico, è a norma, perché nessun ente ha i soldi per metterlo a norma e perché, forse, è impossibile essere “a norma”, visto il casino di norme che ci sono in materia e la loro estrema opinabilità.
Nel settore scolastico stiamo messi  ancora peggio perché le Direzioni Didattiche non hanno un euro da destinare alle strutture, ed i Comuni è già tanto se sono in grado di metterle a disposizione e quando lo fanno, né Procura, né Vigili del Fuoco, né i Santi del Paradiso si prendono la briga di impedirne l’uso, tanto più che, se succedesse mai qualcosa, sarebbe colpa dell’Ente proprietario, cioè del Comune, o, più probabilmente, di nessuno …

Il 13 luglio 2007, i sei indagati nel processo per le morti conseguite al crollo della scuola elementare di San Giuliano di Puglia sono stati scagionati, e fu l’unico edificio di tutto il paese a crollare durante il sisma del 2002 in Molise…

Tuttavia, quando si guardano le condizioni delle strutture scolastiche destinate ai bambini di Cuorgné e si pensa ai soldi che vengono spesi per la Manifattura …

Pubblicato da: lascia fare | 1 giugno 2008

Bidonati!

Cantami, o Diva, dell’ermetico Emidio il rifiuto funesto.

Riceviamo da un affezionato amico e pubblichiamo:

L’Indignazione e la Solidarietà

Come si diceva ultimamente, la situazione non è buona, quando succedono queste cose é forte la tentazione alla demagogia ed alla condanna indiscriminata, come hanno scritto su LA STAMPA il 30 maggio: “Mentre gli abitanti di 54 Comuni intorno ad Ivrea pagavano suon di bollette per la raccolta differenziata dei rifiuti e lo smaltimento di quelli pericolosi, i vertici del Consorzio a partecipazione pubblica competente, l`Asa, la disperdevano in discariche abusive e campi agricoli vicino a Torino ed ad Alessandria”.   Il 29 maggio scorso, l’ANSA comunicava l’arresto, su ordine della procura di Ivrea, nell’ambito dell’operazione denominata “Arduino”, del direttore del Consorzio ASA di Castellamonte e di altre sei persone che “per risparmiare sui costi di smaltimento dei rifiuti pericolosi e della raccolta differenziata, gestivano abusivamente, utilizzando false certificazioni di laboratorio, ingenti quantitativi di rifiuti pericolosi e non, tra cui anche l’amianto”.
Lo stesso giorno la REUTERS ha precisato che “il direttore dell’Asa di Castellamonte … (è) considerato dagli investigatori la mente dell’organizzazione, che operava almeno da tre anni” inoltre “… Gli inquirenti sospettano che la truffa consistesse nell’utilizzare false certificazioni di laboratorio per gestire abusivamente i rifiuti e disperderli su alcuni terreni agricoli nelle province di Torino e Alessandria, o in discariche abusive, traendone ingenti vantaggi economici. In alcuni casi, spiega la nota, la procura di Ivrea avrebbe riscontrato danni ambientali dovuti alle infiltrazioni tossiche nei terreni e nelle falde acquifere.”
Queste notizie erano riprese da diversi quotidiani nazionali all’indomani della conferenza stampa tenutasi presso il Comando Regionale C.C. di Torino, in particolare, “LA STAMPA” di venerdì 30 maggio 2008 riferiva che … Le accuse sono pesanti: produzione di false analisi – che attestavano che i rifiuti erano stati trasformati in compost – e di falsi documenti di trasporto … Varie quantità di spazzatura pericolosa, tra cui lastre di eternit contenenti amianto, sono state depositate senza le apposite autorizzazioni e le dovute garanzie ambientali. L`unica discarica autorizzata di rifiuti non pericolosi a Vespia di Castellamonte è stata riempita quasi dieci volte il limite previsto (900 tonnellate di rifiuti invece di 170). Proprio la mole immensa e maleodorante di rifiuti aveva dato il via alle indagini, per via delle lamentele dei cittadini di Castellamonte per i miasmi che ammorbavano alcune zone della città. Le indagini e le intercettazioni dei carabinieri del comando provinciale, guidato dal colonnello Antonio De Vita, hanno inchiodato i manager e i dipendenti Asa alle loro responsabilità. … Verifiche recenti dimostrano come centinaia tonnellate di spazzatura fossero state abbandonate non solo in discariche abusive ma anche su terreni agricoli. Per gli inquirenti è stato messo in atto un vero e proprio disegno criminoso: ipotizzano la violazione della normativa ambientale anche perché, dopo i falsi certificati di trasporto del materiale, sono arrivati anche quelli, altrettanto fasulli, emessi dal laboratorio analisi dell`azienda che ha evitato di segnalare infiltrazioni di rifiuti (anche pericolosi) nel terreno e nelle falde acquifere. Ulteriori accertamenti sono in corso sull`assetto finanziario dell`Asa. Tanto più che il consorzio si occupa anche di altro …”.

Purtroppo lo sappiamo, grazie…

Le notizie sono state sostanzialmente riprese dal periodico LA SENTINELLA del 3 giugno, che riferisce: “La tesi della Procura è semplice: per risparmiare sui costi di smaltimento dei rifiuti della raccolta differenziata e dei rifiuti pericolosi, gli indagati avrebbero usato false certificazioni di analisi e falsi documenti di trasporto. I rifiuti venivano di fatto dispersi e mescolati su terreni agricoli in frazione Sant’Antonio (Castellamonte) e Pontestura (Alessandria) o stoccati in discariche abusive”.

Ecco cari amici, questi sono i fatti come riferiti dalle principali agenzie e dalla stampa nazionale e locale, la situazione non è certo rosea per i nostri indagati: i reati ipotizzabili, così, a occhio, vanno dalla truffa aggravata, al falso in atti pubblici, dallo smaltimento abusivo di rifiuti, al disastro ambientale, mediante la costituzione di un’associazione per delinquere, in una situazione di potenziale pericolo di inquinamento delle prove, che ha portato la Procura di Ivrea alla richiesta di custodia cautelare nei loro confronti.
In una situazione del genere occorre mantenere un contegno improntato alla massima sobrietà e rispetto e lasciare, come si dice, che la Giustizia faccia il suo corso e che una sentenza faccia piena luce, nel più breve tempo possibile, sulle eventuali responsabilità degli indagati che, fino a quel momento, godono della presunzione di innocenza costituzionalmente garantita. La gente freni pertanto la propria giusta indignazione e sospenda ogni giudizio materiale e morale, in attesa della pronuncia degli organi istituzionalmente preposti a giudicare.

Qualcuno si sente in diritto e in dovere di alzare la voce per criticare i pubblici ministeri e gridare la propria “solidarietà” agli indagati:
Infatti nell’articolo de LA SENTINELLA del 3 giugno che ho citato sopra, si titola: “Sindaci schierati al fianco degli indagati”. Si potrebbe pensare che abbiano arrestato anche loro e li abbiano tradotti in carcere seduti a fianco degli indagati sul cellulare, invece, spiega Fabrizio Bertot, sindaco della Capitale, «Abbiamo voluto sincerarci di persona di come stavano le cose. Per questo abbiamo parlato a lungo con Lorenzo Ardissone, il vicedirettore, esaminato dei documenti e ne siamo usciti del tutto rassicurati».
In che senso?
Continua il sindaco: «La Procura della Repubblica di Ivrea parla di procedure non corrette di smaltimento di rifiuti pericolosi, di false certificazioni. Io credo che in situazioni simili un po’ di cautela non guasterebbe. Intanto, è tutto da dimostrare…»
Forse però il sindaco della Capitale non ha ben chiara la dinamica di un procedimento penale nel nostro ordinamento: ovviamente è tutto da dimostrare in sede processuale, ma prima di mettere qualcuno in galera, anche se solo per custodia cautelare, bisogna comunicargliene il motivo, non come succedeva ai bei tempi del ventennio…
Invece lui non ha gradito il modus operandi, poiché dichiara: «E poi, quel che non si è capito ancora bene, è la spettacolarizzazione dell’intera messa in scena. Non si trattava di catturare Totò Riina e nemmeno Giovanni Provenzano ». … che sarebbe poi Bernardo, mentre la cosiddetta messinscena si chiama “operazione di polizia giudiziaria”…Sulla stessa lunghezza d’onda è Paolo Mascheroni, primo cittadino di Castellamonte, che dichiara, sempre alla SENTINELLA: “A mente fredda, mi sembra tutto un po’ esagerato – dice -. Elicotteri, volanti, un dispiegamento di uomini da far temere chissà cosa”.
Ma si, in fondo, cosa avranno mai fatto…???
“In città, nelle prime ore del blitz, c’era una sensazione di confusione generale che si faticava a capire cosa stesse avvenendo e va da sè che quando non si conoscono le ragioni di tanto trambusto si ipotizza qualsiasi cosa. Poi, il resto lo hanno fatto i dispacci Ansa, i primi servizi in televisione. Che gogna mediatica. Nemmeno si trattasse di un’associazione a delinquere
In effetti si tratterebbe proprio di questo, un’associazione per delinquere, anche se non certo ai livelli di quella i cui massimi esponenti sono stati citati dal Sindaco della Capitale, ma più affine, per tipologia di interventi, almeno per quanto sostiene lo scrittore Roberto Saviano, a quell’altra associazione che opera in Campania, società a gestione famigliare costituita in forma di clan, quindi dotata di una struttura societaria altamente complessa, e partecipata dalla classe politica locale (per caso viene in mente A.S.A.?) Anche i metodi di comunicazione, sebbene non raffinati come l’utilizzo dei “pizzini”, ma ingenuamente affidati agli operatori di telefonia mobile, sono affini a quelli delle sorelle maggiori per l’uso di frasi in codice da parte degli affiliati. LA STAMPA del 30 maggio, nell’articolo citato sopra, riporta: “Dalle intercettazioni telefoniche disposte dal procuratore capo di Ivrea, Elena Daloisio, emerge l`uso ricorrente di parole in codice. Per quanto riguarda la carta, ad esempio, si sosteneva che doveva essere «tombata», seppellita cioè sotto terra. «Tombata» e non consegnata alle ditte per il riciclo, lo stesso avveniva per gli sfalci verdi che invece di essere destinati al compostaggio marcivano nel cortile”.
LA STAMPA del 30 maggio, nell’articolo citato sopra, parlava di “terremoto politico che si è scatenato per la vicinanza al partito democratico dei massimi dirigenti arrestati”, non trovate commovente che siano due avversari, entrambi dell’area PDL, ad indignarsi per quanto accaduto?
E’ questa la nuova Italia del bipolarismo? Ciò che distingue PD da PDL è la L? O non sarà il comune attaccamento affettivo dei politici di ogni schieramento e livello alle società a partecipazione pubblica, e unanime lo sdegno e la riprovazione che manifestano nei confronti di tutti coloro, magistratura compresa, che, con la loro dissennata attività, minacciano queste felici realtà? Il fatto che due sindaci di comuni consorziati nell’ASA, rilascino certe dichiarazioni, degne degli avvocati di Berlusconi, può lasciare allibiti, siccome sarebbe stato loro onere vigilare sul buon andamento dell’azione del consorzio, che negli ultimi tre anni, deve essergli un po’ sfuggito di mano.

Ai posteri l’ardua sentenza

Pubblicato da: lascia fare | 17 aprile 2008

Stipendi (non da) precari

La situazione non è buona,

l’aggettivo “precario” è entrato con prepotenza nel vocabolario quotidiano, si fa fatica ad arrivare alla fine del mese. Se è già difficile per una persona normale, cosa succederebbe se una tale situazione investisse il ponte di comando della gioiosa macchina comunale? I nostri amministratori, distratti dal problema del sostentamento quotidiano, dovrebbero distogliere la loro attenzione dal governare l’esile barca comunale nel mare agitato dai flutti della globalizzazione, con conseguenze a dir poco tragiche…..

Tranquilli…..

Ancora una volta Cuorgne’ fa scuola: il problema e’ stato brillantemente risolto…..

Ma come?

Un curioso amico del blog ci svela il mistero….

(In anteprima il tagliando del nuovo gioco a premi ideato dal Comune per sopperire, in caso di abolizione dell’ICI, al mancato gettito)

Il nuovo Gratta e Vinci 

Amministratore, ma quanto mi costi?

La protesta sorge unanime: gli amministratori guadagnano alle spalle dei contribuenti inferociti da tasse e tariffe in costante aumento e sprechi evidenti, a fronte dell’inarrestabile degrado della Città… Ma, alla fine, quanto guadagnano stì amministratori?

Premetto che l’indennità di funzione per Sindaco & Co. non l’ha inventata Cavalot, bensì Enzo Bianco, l’ex sindaco di Catania…
Praticamente e’ andata cosi: prima della riforma della Pubblica Amministrazione del 1997 “Bassanini” i Sindaci non guadagnavano niente e avevano tutta la responsabilità della gestione del Comune: se c’era qualche casino, in Pretura ci finivano loro e l’avvocato se lo pagavano.
Dopo Bassanini ai sindaci e’ stata formalmente tolta ogni responsabilità gestionale, che é finita ai funzionari, ma, per qualche oscura ragione, il Sindaco di Catania ritenne che, visto che non avevano più responsabilità, bisognasse dargli lo stipendio.

Pertanto, dal 04/04/2000, in virtù del Decreto Ministeriale n. 119, al Sindaco e agli Assessori spetta una indennità di funzione che viene determinata in base al numero di abitanti del Comune: nel nostro caso, per i comuni da 10.001 a 30.000 abitanti l’indennità mensile per il Sindaco può arrivare ad un massimo di euro 3.098,74.
Al Vice Sindaco spetta un’indennità massima pari al 55% di quella del Sindaco, ed agli Assessori una indennità massima pari al 45% di quella Sindaco.
Questo e’ il massimo erogabile, si può anche attribuirsi di meno, volendo, anche niente… non è obbligatorio… Per cui, visto che la fascia per abitanti parte da 10.001 e va fino a 30.000, … Cuorgné ha poco più di 10.000 abitanti, … quanto credete che si siano attribuiti i nostri amici Amministratori?

Ovviamente IL MASSIMO…

Infatti, con la deliberazione n. 10 del 28.06.2006, riconfermata per il 2007 dalla deliberazione n. 23 del 28/02/2007, straconfermata per il 2008 dalla deliberazione n. 34 del 16/02/2008, la Giunta Comunale ha stabilito le indennità mensili spettanti al Sindaco, al Vice Sindaco ed agli Assessori, nella misura di euro 2.788,77 per il Sindaco, euro 1.533,88 per il Vice Sindaco ed euro 1.254,99 per gli Assessori;

«Ma… à l’è nin al masim… à l’è n’ cicinin meno… »
Mi spiace deludervi ma non e’ stata una scelta dettata da parsimonia, é la legge finanziaria del 2005 che li ha obbligati a lasciare giù quel 10% dell’importo massimo, che loro invece si sarebbero intascati ben volentieri…
Bisogna poi precisare che l’indennità è dimezzata per i lavoratori dipendenti che non richiedono l’aspettativa, per cui eccovi le cifre:

Vacca Cavalot Giancarlo, in qualità di Sindaco, essendo lavoratore dipendente, riceve ogni mese dal Comune di Cuorgné € 1.394,38;
Ghiglieri Candido, il Vice Sindaco, essendo lavoratore autonomo (consulente N-ASA), porta a casa ogni mese dal Comune di Cuorgné € 1.533,88;
Perotti Roberto, assessore, negoziante, € 1.254,99 al mese;
Pitta Guglielmo, assessore, negoziante, € 1.254,99 al mese;
Trettene Davide, assessore, carrozziere, € 1.254,99 al mese;
Peyrani Giancarlo, assessore, pensionato (ma un pensionato non e’ un lavoratore autonomo!) fa niente, anche lui si becca € 1.254,99 al mese;
– Fanalino di coda l’assessore al bilancio, Dominietto Fabrizio, che, in quanto lavoratore dipendente, si becca soli € 627,49 al mese.

Inoltre il Comune deve pagare per i nostri amministratori i contributi per la pensione presso le rispettive casse ed il Sindaco ha pure diritto al T.F.R. (trattamento di fine rapporto, circa uno stipendio all’anno).

Pochi privilegiati percepiscono annualmente altre somme per la loro partecipazione in enti di vario tipo, come da avviso del Responsabile dei Servizi Affari Generali del 07/11/2007:

Il vicesindaco Ghiglieri Candido, in qualità di componente del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Canavesano Ambiente (C.A. C.C.A.) si becca altri € 2.000 all’anno, giusto una tredicesima…
Il consigliere Fenoglio Piero, in qualità di presidente del CdA del Consorzio acque reflue si becca €9.516 all’anno.

A fronte di queste considerevoli sommette i Gettoni Di Presenza Per Consiglieri e Componenti Commissioni sono una miseria: solo € 20,39, come da Deliberazione del Consiglio Comunale N. 19 del 30/03/2007.
In questa occasione il Sindaco che, riguardo al compenso mensile suo e dei suoi amici è stato di manica larga, davanti al Consiglio Comunale ha fatto il parsimonioso, “precisando che la misura del gettone di presenza viene confermata nello stesso importo dell’anno precedente”.
Il Cons. GASPARDO MORO, (che con sta elemosina non si paga nemmeno la benzina da Salto a Cuorgné) ha fatto giustamente notare che, siccome l’anno scorso avevano aumentato l’addizionale IRPEF, forse avrebbero fatto bella figura a ridurre almeno un po’ l’indennità degli amministratori, visto che é al massimo consentito.
Il SINDACO gli ha risposto che “la competenza nello stabilire l’indennità degli assessori è della Giunta e non del Consiglio” ovvero che loro si decidono lo stipendio…
Stessa risposta si è beccato il Consigliere ORSO, che ha deciso di devolvere e in beneficenza i suoi miseri introiti…

«Ma, se a Curgné a ciapan tant parei, chisà a Rivarol, che al Sindic a và n’gir cun al Maserati… »
Mi spiace deludervi ma a Rivarolo, che rientra nella stessa fascia da 10.001 a 30.000 abitanti, anche se ha quasi il doppio degli abitanti di Cuorgné ed i risultati dell’Amministrazione, nel bene e nel male, sono un po’ più evidenti, con le deliberazioni di Giunta nn. 15 e 16 del 31/01/2007 si sono attribuiti democraticamente tutti la stessa cifra, ovvero € 720,00 mensili per Sindaco e Assessori, al netto della detrazione del 10% prevista dalla finanziaria 2005, praticamente la metà di quanto prendono i nostri.

… Si vede che sono tutti ricchi di famiglia come Bertot.

 

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